
43 anni senza John Lennon…

Non c’era bisogno del generale Vannacci: sono anni che parlo e scrivo del mondo al contrario chiamato Italia.
Che negli ultimi tre anni e mezzo ha avuto la sua ‘apoteosi’ con la sospensione dei medici colpevoli di non aver tradito il giuramento di Ippocrate, rifiutandosi di partecipare al business delinquenziale della terapia sperimentale impropriamente chiamata vaccino.
Medici coraggiosi, che stanno pagando un prezzo altissimo solo per aver fatto il proprio dovere.
Medici che, proprio per questo, non hanno libero accesso ai media mainstream.
E, nelle rarissime occasioni in cui trovano un canale informativo in cui infilarsi, vengono additati al pubblico ludibrio come fossero stregoni.
Questo è il mondo capovolto chiamato Italia, un mondo autorizzato tacitamente e non dalla maggioranza degli abitanti di questo sciagurato Paese.
Ieri sera il Manchester City ha finalmente vinto la Champions, riuscendo a centrare il triplete. Ma il triplete l’ha fatto anche il tanto strombazzato calcio italiano delle ultime settimane: tre finali e tre sconfitte. Tanta retorica spesa da un giornalismo sportivo degnamente rappresentato dai Caressa e dagli Zazzaroni, per poi ritrovarsi con un pugno di mosche in mano.
Negli ultimi quattro anni Lionel Messi ha avuto un rendimento non esaltante (beninteso per uno come lui). La ragione? Il suo cuore e la sua testa erano già a Qatar 2022: l’ultima occasione per eguagliare Maradona.
Infatti, come avevo previsto, in questa edizione dei Mondiali si è visto un Messi stratosferico.
Motivato, ispirato, trascinante.
Il titolo l’ha vinto lui, con la sua immensa classe.
Subito dopo l’hanno vinto Emiliano Martinez, Julio Alvarez ed Enzo Fernandez.
Menzione particolare per Angel Di Maria, sempre a suo agio nelle finali.
I quarti di finale sono andati più o meno come dovevano andare. Anche se il Giappone ha sfiorato l’impresa, exploit invece riuscito al Marocco. A fare la differenza sono stati i calci di rigore: saperli battere aiuta, ma anche avere un portiere all’altezza della situazione non guasta.
Come hanno ampiamente dimostrato Livakovic e Bounou, tra l’altro avvantaggiato dal fatto di giocare nella Liga e di conoscere quindi le abitudini dei tiratori spagnoli.
Ora due giorni di tregua, poi si entra nel vivo della competizione.
Le mie sensazioni?
Eccole.
Passano alle semifinali Argentina, Brasile, Inghilterra e Portogallo.
La finale sarà Argentina-Inghilterra.
Con Messi e company che solleveranno il trofeo.
Non sono pronostici, ma sensazioni.
Quelle sensazioni che mi hanno consentito di azzeccare la vincente di Brasile 2014, (dopo aver addirittura centrato la finale Germania-Argentina) e di Russia 2018.
E il proverbio dice che non c’è due senza tre…
Terminata la fase a gironi, possiamo stilare un primo bilancio del Mondiale più discusso di sempre. Competizione caratterizzata da sorprese più o meno clamorose, gioco noioso, arbitraggi rivedibili, aggravati dall’invadenza del Var, e recuperi più lunghi di Via col vento.
Le nostre previsioni sono state deludenti: 9 squadre qualificate azzeccate su 16. Ma, siamo sinceri: chi poteva mettere in conto l’eliminazione di Germania e Belgio? E vogliamo parlare della Danimarca, considerata dal sottoscritto la possibile rivelazione del torneo?
Per comprendere appieno l’imprevedibilità di Qatar 2022, basta una statistica: tutte le big hanno perso almeno una partita. Vado a memoria, ma credo non sia mai accaduto nella storia della Coppa del Mondo.
Ora si entra nel vivo e, da questo momento, non ci sarà più spazio per calcoli e prudenza.
Dopo aver ribadito il mio pronostico (Argentina), ecco le mie sensazioni sugli ottavi di finale.
Olanda-USA – Olanda
Argentina-Australia – Argentina
Francia-Polonia – Francia
Inghilterra-Senegal – Inghilterra
Giappone-Croazia – Giappone
Brasile-Sud Corea – Brasile
Marocco-Spagna – Spagna
Portogallo-Svizzera – Portogallo
Benvenuti nell’angolino dell’indignazione. Tutti a stracciarsi le vesti per il Mondiale assegnato ignobilmente al Qatar, la violazione dei diritti umani, gli operai morti e tutto il resto. C’è però da chiedersi dove si trovassero lor signori quando i mercanti entravano nel tempio riducendo a un business sconsiderato il gioco più bello del mondo.
Sono anni che denuncio le magagne di un football cinico e spietato, nella totale indifferenza di un Sistema che sguazza allegramente nell’illegalità legalizzata.
Quindi fatemi un favore, mettetevi in tasca il vostro moralismo tardivo e giratevi dall’altra parte.
Come avete sempre fatto.
Esaurita la premessa, veniamo al dunque.
Avendo azzeccato il pronostico degli ultimi due Mondiali (nel 2014 indicai come vincente la Germania, nel 2018 puntai tutto sulla Francia) forse ho qualche titolo per provarci un’altra volta.
Stavolta, per una serie di ragioni, dico Argentina.
Il motivo principale?
Per Messi è l’ultima occasione per eguagliare Maradona e scrivere il suo nome nell’albo d’oro della competizione.
Vincere non sarà facile, visto il grande equilibrio.
Ecco le mie sensazioni per quanto riguarda la fase iniziale, non prima di aver menzionato la Danimarca come rivelazione del torneo.
Cominciamo con gli 8 gruppi.
Le mie favorite.
Gruppo A: Olanda, Senegal
Gruppo B: Inghilterra, Galles
Gruppo C: Argentina, Messico
Gruppo D: Francia, Danimarca
Gruppo E: Germania, Spagna
Gruppo F: Croazia, Belgio
Gruppo G: Brasile, Serbia
Gruppo H: Portogallo, Uruguay
In seguito indicherò le possibili vincenti delle gare a eliminazione diretta.