Giornali? No, grazie.

Fino al 2006 ero un divoratore di giornali. Quotidiani, settimanali, riviste: non mi facevo mancare nulla. Leggevo tutto, con bramosa avidità, tralasciando solo il gossip e la cronaca nera. Leggevo tutto, ben sapendo che solo il 20% di quello che passava davanti ai miei occhi poteva essere considerato attendibile. La mia curiosità è stata la chiave per raggiungere l’indipendenza di pensiero. Mi è sempre piaciuto osservare la realtà e la psiche umana, cercando di cogliere gli aspetti più reconditi e misteriosi. Anche per questo mi è sempre riuscito abbastanza agevole stanare le menzogne e la malafede.

Il mio rapporto con il cartaceo è cambiato nell’estate del 2006. Do you remenber Calciopoli? Nulla a che vedere con il calcio, molto a che fare con i giochetti di potere dei soliti noti. Ventriloqui che, guarda caso, controllano i principali giornali nazionali.

Mi aspettavo che il finto scandalo fosse trattato con un minimo sindacale di onestà intellettuale. Niente di tutto questo. E’ andata invece in scena la più grande truffa giornalistica della storia, consumata ai danni di un popolo ingenuo e distratto.

Troppo anche per un divoratore di giornali come me. Così, dall’estate del 2006, compro solo la Settimana Enigmistica e, qualche volta, il Guerin Sportivo. Il mio edicolante, che prima mi accoglieva con un sorriso a 32 denti, oggi mi saluta a malapena.

Dal 2006 m’informo solo sul web. Gratis. Qualche sito di fiducia, molte ricerche e diverse incursioni nelle home page dei principali organi d’informazione internazionali.